mercoledì 26 dicembre 2012

la bellezza delle cose....




"non hai mai sentito dire....che la bellezza delle cose ama nascondersi?....."
 Carmen Consoli da confusa e felice

venerdì 23 novembre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

Keats's fragments..







« Beauty is truth, truth beauty, - that is all
Ye know on Earth, and all ye need to know. »




venerdì 10 agosto 2012

"A miglia di distanza"



Ci sono tanti modi di incontrare il “cliente perfetto”.  Il mio Incontro è avvenuto a Rio de Janeiro allietato da  caipirinhas alla frutta e aguas de coco, immersi in quel  verde che pare ospitare la città meravigliosa.  Ci siamo ripromessi di incontrarci nuovamente a Roma dove vivo  e lavoro, ed è così che mi ritrovai a distanza di pochi mesi a lavorare con Juhanna Torkki un giovane quanto noto  intellettuale finlandese che nelle sue mani stringeva  felice la piantina del suo recente acquisto: un piccolo attico di 65 mq che guardava le bellezze storiche della cittadina finlandese di Turku.
Mi propose una sfida che accettai:  rinnovare gli spazi troppo angusti e fare di quell’appartamento  la sua Casa. I termini dell’accordo erano quantomeno inusuali: si trattava di progettare senza poter vedere la casa e in tempi rapidi. Alla sua partenza sapevo che non sarei più potuto tornare indietro  e che quel lavoro era una vera e propria avventura , la sfida era a 360 gradi e comportava una grande innovazione anche del mio modo di progettare:  non avevo mai permesso a nessun cliente di poter vivere quel processo intellettuale e creativo, così  intimo per ogni architetto. Non fu un briefing ma si trattò di un vero e proprio confronto tra culture. Io da italiano ero portatore di una idea che fonde sole (luce) e  colore; Juhanna da finlandese è  abituato a muoversi in un ambiente naturale dominato dal bianco della neve, in una natura così forte da risultare a tratti ostile, a noi visitatori mediterranei.  E poi quell’esigenza di vincere il buio invernale..ed è proprio quel buio che mi preoccupava,  quella condizione anche emotiva che difficilmente possiamo comprendere dalle nostre latitudini. Juhana è molto acuto: mi disse,  chiudendo improvvisamente le persiane della mia abitazione ed oscurando di colpo l’ambiente assolato…vedi questo buio improvviso? Devi pensare che in Finlandia cè un oscurità che inghiotte la luce…bene io voglio vivere nel sole..
Fu così naturale, immaginare l’apertura dell’ambiente alla luce che dalle grandi finestre potesse penetrare il piu’ possibile. La distribuzione è forse l attività piu’ semplice per un architetto di interni…ma il diavolo si annida tra i dettagli mi ripeteva spesso Juhanna… i dettagli di cui abbiamo discusso, alle volte al limite di un amichevole scontro sono stati infiniti, sulle ali di oltre 400 email che hanno attraversato l’Europa durante il nostro lavoro.  Quando non si hanno chances devi giocare tutte le carte;  io possedevo solo tre giorni per proporre un esecutivo da fornire agli operai. Tante poi sono state le email nei giorni successivi con cui avremmo dovuto fissare  il concept,  lo Style e le forniture: lampade, pavimenti, arredi per trasformare quell’appartamento nella Casa di Juhana. Infiniti dettagli. Il risultato è quello che ad oggi considero lo stile che più mi rappresenta: “ Fusion”, Non  cè operazione che piu’ mi stimola che studiare i paesi e farne parte diventare un aggiunta riconoscibile , ma mai invadente…..in questo progetto si ritrova la betulla tanto amata da tutti i finlandesi  xchè in finlandia non si puo’ non esserne affascinato..sono  lì si erigono nel blu’ bellissime bianche ovunque a ripetersi all’infinito….cè una verticalità un rigore nelle linee del paesaggio finnico così come nel setto e nelle linee del mio progetto, ma cè anche  l’ironia con la pecora di Oulu feticcio creativo e dissacrante così come anche il piu’ semplice dettaglio come il vaso savoy di Alvar Alto stupendo nella sua fitoformica bellezza trova il posto sul tavolo come semplice portagrissini, tutto doveva essere minimale ma mai freddo fine a se stesso..cè il coraggio di osare tipico del mediterraneo con il colore anche acceso e contrastante ….non volevo creare una white room…molto spesso gli architetti fanno operazioni di decluttering spogliano tutto e preparano ambienti perfetti senza vita futura e possibile…no questo non  è il mio stile allora : benvenuta natura che fa da sfondo a questo piccola opera che catalizza l’attenzione quando entriamo , non è la natura di Rio selvaggia, non è quella finnica verticale rigorosa…ma è forse piu’ astratta , accoglie chi entra e seduti dietro di essa possiamo lasciare i nostri gesti cittadini come fa juahna rinunciando alla TV a  quel Dio che tutto comanda e che ci distrae dalla contempalzione  della vera BELLEZZA!!




giovedì 31 maggio 2012

Pasolini

"Dico sempre a tutti, quando mi capita, che Roma è la città più bella del mondo. Delle città che conosco, è quella dove preferisco vivere: anzi, ormai, non concepisco di vivere altrove. Gli incubi peggiori sono quelli in cui sogno di dover lasciare Roma per tornare nell'Italia del nord. La sua bellezza è naturalmente un mistero: possiamo pure ricorrere al barocco, all'atmosfera, alla composizione tutta depressioni e alture del terreno, che le dà continue inaspettate prospettive, al tevere che la solca aprendole in cuore stupendi vuoti d'aria, e soprattutto alla stratificazione degli stili che a ogni angolo a cui si svolti offre la vista di una sezione diversa, che è un vero traumna per l'eccesso della bellezza. Ma Roma sarebbe la città più bella del mondo, se, contemporaneamente, non fosse la città più brutta del mondo?
Naturalemente bellezza e bruttezza sono legate: la seconda rende patetica e umana la prima, la prima fa dimenticare la seconda.
I punti della città solo belli, e i punti della città solo brutti sono rari. Quando la bellezza si isola ha qualcosa di archeologico nel miglior caso: ma più spesso è espressione di una storia non democratica, in cui il popolo è lì a far colore, come in una stampa del Pinelli.
E così - al contrario - la bruttezza, quando si isola, e giunge fin quasi all'atroce, non è mai completamente depressiva e scostante: la fame, il dolore vi sono allegoria, la storia è storia nostra, quella del fascismo, della guerra, del dopoguerra: tutta tragica, ma in atto, e per questa piena di vita (.....)"


Pier Paolo Pasolini
Tratto da "Storie della città di Dio", raccolta di scritti giornalistici dal 1950 al 1966.

lunedì 30 aprile 2012

giovedì 26 aprile 2012

1st Post


il mio blog inizia dal centro di tutte le bellezze:

Roma

 
Roma si sà è la città delle cupole, ogivali, sferiche, ellittiche, ma su tutte la mia preferita quella che ancora da "romano" mi colpisce e mi lascia senza fiato è quella che si scorge da ogni angolo di Corso Rinascimento: S.Ivo alla Sapienza che con la sua lanterna a spirale, con il suo "pungiglione" è lì a testimoniare la natura tormentata, nevrotica di uno dei piu' grandi architetti del Barocco: Sir Borromini.

Lo scatto postato l ho rubato un giorno di Aprile qualsiasi mentre mi trovavo nei paraggi, il gesto di prendere la mia coolpix è stato spontaneo quello che colpisce il turista ignaro di fronte a tanta bellezza.
Il Pungiglione di S.Ivo alla Sapienza





foto di Maurizio Giovannoni